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Cinghiali in città: fauna selvatica in ambiente urbano

Il 12 Aprile la nostra Associazione ha realizzato un incontro aperto al pubblico sul tema “Cinghiali in Città” invitando il biologo e zoologo Andrea Marsan (Curriculum Vitae) , professore a contratto dell’Università di Genova, che ha illustrato in maniera semplice ed efficace la situazione degli ungulati in Italia e, specificatamente, nella nostra regione.cinghiali hq

Dopo una breve introduzione sulla “storia” demografica del cinghiale, il professor Marsan ha parlato di un altro animale selvatico che ha trovate nelle città, l’ambiente ideale dove vivere: il gabbiano reale.

Il gabbiano, abituato alle alte scogliere, ha adottato facilmente i tetti dei palazzi di Genova, dai quali può agevolmente lanciarsi in picchiata alla ricerca di cibo abbandonato o gettato via.
Quello della spazzatura è un grande problema e rappresenta anche una delle principali cause della discesa degli ungulati selvatici in città che, con poco sforzo, trovano nei cassonetti o per la strada, tutto il cibo di cui hanno bisogno (e anche di più).
In alcuni casi, poi, si sono verificati casi di nutrizione volontaria dei cinghiali selvatici da parte di privati, proprio come si fa con i piccioni. Questo ha portato gli animali, un tempo cauti e diffidenti, ad abituarsi sempre più al rapporto con l’uomo, visto come un dispensatore di cibo e non come una minaccia.

A favorire le incursioni dei cinghiali è anche la conformazione della nostra città. A Genova non esiste una vera e propria divisione fra zona abitata e bosco, ma molto spesso i palazzi e le strade si trovano a pochissimi metri dall’habitat naturale dei cinghiali (basti pensare alle zone del Righi o di San Fruttuoso/San Martino.)

Quali sono i pericoli? Il cinghiale non è, per natura, un animale aggressivo. Se attacca lo fa per difendersi o perché si sente “messo alle strette”. Il rischio maggiore è rappresentato dagli incidenti stradali e dall’incontro dei cinghiali con dei cani, che sono visti come una minaccia da parte dell’ungulato.17880596_1447586148648843_3393566141691887211_o

Quali possono essere le soluzioni? Il professor Marsan ci ha raccontato la sua esperienza al Parco delle Cinque Terre, all’interno del quale ha contribuito alla progettazione e alla realizzazione di una recinzione formata da una rete elettrosaldata alta un metro e lunga circa 6 km, lungo tutto il perimetro del parco. A questa rete si sono aggiunti i cosiddetti “pastori elettrici”, un recito elettrificato a circa 3500 volt capace di respingere gli ungulati e contenere notevolmente il problema. Link 1
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Il prelievo venatorio non risulta invece essere una soluzione efficace. Sebbene riesca a contenere, per un breve periodo, il numero degli ungulati, va a colpire prevalentemente animali adulti, superiori ai 4 anni di età, lasciando animali giovani e inesperti sul territorio che, inevitabilmente, ripopoleranno i boschi nella successiva stagione.

Si è parlato anche della possibilità di sterilizzare i cinghiali utilizzando un contraccettivo orale tramite delle “mangiatoie” specifiche per questi animali. (contraccettivo orale ) Purtroppo questa soluzione è efficace e praticabile solamente in zone piccole e delimitate (isole, ad esempio) vista la difficoltà a raggiungere tutti gli animali della regione. Anche nel caso di sterilizzazione tramite puntura sarebbe praticamente impossibile raggiungere un numero significativo di esemplari sterilizzati vista il consistente numero di ricatture e la prolificità degli ungulati.
Si stima che in tutta Italia siano presenti circa 600mila/1milione di cinghiali, dei quali 50mila nella sola Liguria. E’ impensabile catturarne e sterilizzarne un numero tale da modificare l’andamento demografico di questa popolazione in maniera significativa.
Non è nemmeno sensato sterilizzare gli animali che si addentrano in città, una minoranza ininfluente rispetto al totale.

La soluzione, secondo il professor Marsan, è quindi quella di completare, potenziare e mantenere funzionanti le recinzioni già esistenti intorno a Genova e eliminare le fonti di cibo, volontarie e non, istruendo la popolazione a un corretto smaltimento dei rifiuti, ricorrendo, se necessario, all’utilizzo di cassonetti “blindati” nelle zone collinari della città.

Per quanto riguarda gli animali che entrano in città, la legge (221 del 2015, art. 7 gazzetta ufficiale) parla chiaro: i cinghiali catturati non possono essere rimessi in libertà e, conseguentemente, vanno abbattuti o sistemati in strutture predisposte. Una delle motivazioni  è che gli ungulati che “scoprono” la città e le sue risorse alimentari (spazzatura o “mangiatoie”) facilmente riproveranno a tornare in contesto urbano alla ricerca di facile cibo, e quasi sicuramente non lo faranno da soli.
A tal proposito si è espressa anche ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), che da anni accoglie i cinghiali trovati in città, affermando che la legge deve essere modificata per consentire la reimmissione degli ungulati nel loro habitat, magari in zone più lontane dai centri abitati. (articolo su Genova24)

L’abbattimento deve comunque essere l’ultima soluzione: è fondamentale informare la popolazione e sensibilizzare gli Enti preposti a contenere in maniera non cruenta i cinghiali nel loro habitat con apposite recinzioni. E’ possibile farlo e si risparmierebbero soldi e polemiche inutili.

Cosa può fare il singolo cittadino?
– Non nutrire VOLONTARIAMENTE gli animali selvatici (non solo cinghiali, ma anche piccioni o gabbiani). E’ vietato dalla legge (sempre la 221/2015 art 7) e si rischiano sanzioni;
– Non lasciare spazzatura che possa attirare gli animali selvatici;
– In caso di incontro con un cinghiale, mantenere la calma e allontanarsi lentamente, senza allertare l’animale. Il cinghiale non è aggressivo ma può essere disturbato da rumori improvvisi o cani. Nelle zone collinari è bene tenere i cani al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti.
– Prestare attenzione alla guida quando si percorrono strade in vicinanza di boschi (al Righi per esempio); uno dei rischi maggiori è infatti quello di investire un cinghiale che sta attraversando la carreggiata.

Vi invitiamo ad approfondire l’argomento ai seguenti link

La riscossa del cinghiale, il suino che potresti trovarti nel salotto


http://www.provincia.trieste.it/opencms/export/sites/provincia-trieste/it/pubblicazioni/allegati/colombi_cinghiali_gabbiani_22_7_14.pdf

Video della conferenza: https://www.youtube.com/watch?v=xkovKHrKPVg

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Bibliografia
Marsan A. , “Gli ungulati selvatici in Liguria”,  Edizioni Il Piviere
Marsan A., Mattioli S. , “Fauna selvatica: Il Cinghiale”,  Edizioni Il Piviere

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